Terzo Welfare aggiornamento delle tabelle di invalidita civile

Un’altra brutta notizia dopo quella di ieri sera sui privati nelle cui mani ormai siamo finiti. Un altro nodo di quelli che vi avevo già preannunciato è ormai venuto al pettine. Si tratta della revisione delle tabelle per l’accertamento della disabilità. In sintesi, si va verso l’accertamento non più basato sulla disabilità in sé, ma vengono considerati anche altri parametri. Il risultato, è che molti disabili considerati gravi oggi potrebbero non esserlo più, in base alle prossime tabelle. Viene superato l’accertamento stabilito con le leggi attualmente in vigore e messo in discussione l’articolo 3 comma 3 della legge 104. La conseguenza più immediata è che molti non avranno più diritto alle provvidenze che oggi percepiscono. Prima di tutto sparisce l’indennità di accompagnamento cì come la conosciamo oggi. Insomma se a qualcuno gli verrà riconosciuta una certa capacità lavorativa, anche se non vero, perderà le provvidenze di cui gode attualmente. Questo è parlar chiaro e il resto sono chiacchiere per tener buoni disabili e famiglie. Ma leggete questa: con il nuovo sistema in arrivo, verranno ridotte le percentuali di invalidità e quindi se oggi una persona ha una disabilità riconosciuta al 100% o 90% può vedersi togliere punti e gravità con gravissime conseguenze, perché perderebbe tutti i benefici e le prestazioni dovute ai gravi. Ancora c’e’ di più e di più grave. Il nuovo criterio di accertamento introduce un sistema simile agli indennizzi assicurativi, dove si riceverà in base al punteggio riconosciuto. E ora il botto finale. Se il disabile, povero malcapitato, vuol fare ricorso dovrà presentare una gran mole di documentazione che attesti le sue ragioni. La produzione di tutta la documentazione comporterà alti costi economici e ciò porterà la persona a rinunciare a dimostrare le sue ragioni perché non in grado di avere sufficiente denaro per ricorrere.

Le osservazioni dell’Anmic sul nuovo sistema tabellare previsto dal decreto legge 70/2009. “Accertamento della menomazione sia solo parte di percorso valutativo. Serve revisione della definizione di disabilità, in base a Convenzione Onu”. Fondamentale la capacità lavorativa.

ROMA – Riformare il sistema di riconoscimento e classificazione della disabilità e del relativo diritto a prestazioni assistenziali economiche e non: è questa una delle priorità individuate dall’Anmic (associazione nazionale mutilati e invalidi civili), che tiene alta la sua attenzione e oggi rilancia l’urgenza di procedere a questa revisione.

Nodo cruciale in questo processo di riforma è l’aggiornamento delle tabelle di invalidità civile utilizzate dalle commissioni nella misurazione della disabilità, risalenti al 1992. Aggiornamento previsto dal decreto legge 70/2009, che affida questo compito a una commissione dedicata. Il lavoro svolto finora dalla commissione è stato esaminato, in sede di audizione, anche da alcuni delegati e medici dell’Anmic, che ne hanno evidenziato le criticità principali. Innanzitutto, “l’accertamento delle menomazioni deve costituire solo parte del percorso di un sistema valutativo orientato alla definizione di una progettazione personalizzata e all’erogazione di interventi assistenziali finalizzati all’inclusione sociale, scolastica e lavorativa”, ribadisce Domenico Sabia dell’Ufficio legislativo Anmic. In particolare, “la valutazione della capacità lavorativa della persona è essenziale per l’accesso ai benefici economici e sostitutivi o integrativi del reddito”. Di conseguenza, in linea di principio, “il sistema tabellare conserva la sua piena e assoluta validità a condizione che sia rivisto, integrato con nuove ipotesi patologiche e sia effettivamente idoneo ad individuare la totale o parziale capacità lavorativa l’idoneità o meno a determinate mansioni”.

Il sistema tabellare, secondo l’Anmic, deve quindi essere affiancato dal sistema cosiddetto Icf, che è l’indicatore elaborato nel 2001 dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità): esso adotta un approccio “sociale” alla disabilità, permettendo così d’individuare quelle condizioni di svantaggio vissute dalla persona a causa del suo stato di salute e di determinare di conseguenza l’intervento efficace per migliorare la sua inclusione sociale.

Nel dettaglio, queste le principali criticità rilevate da una commissione tecnica Anmic ed evidenziate dal coordinatore Roberto Trovò, ematologo e Presidente provinciale Anmic di Udine:

Commissione “trascrittrice”. “La Commissione – fa notare Trovò – può essere esonerata dalla capacità di valutazione clinica e diventare, così, mera trascrittrice di documentazione. La valutazione anamnestica e l’esame obiettivo non vengono citati. L’orientamento è quello di contrastare le frodi: ma si è dimenticato il vero principio e l’interpretazione della legge sull’invalidità civile, nonché della Costituzione italiana (articoli 2 e 3).

Incongruità con la Convenzione Onu. Essa prevede infatti una revisione della definizione di disabilità, che non sia basata sulla mera percentualizzazione della patologia. “Prima della messa in vigore della nuova normativa – osserva Trovò – si chiede che venga attuata una modifica legislativa riguardante la disabilità nel suo complesso”. A tal proposito, “è opportuno che nelle premesse del nuovo orientamento si evidenzi la ‘non tassatività’ e quindi il carattere ‘orientativo e indicativo’ delle tabelle”.

Percentuali, esami, documenti. “Sfogliando le eventuali nuove tabelle di invalidità civile – osserva Trovò – ciò che appare subito evidente è innanzitutto la drastica riduzione delle percentuali di invalidità, rispetto alle attuali, per tutte le patologie elencate. Ma si rileva anche la complessità di valutazione delle singole menomazioni: ogni singola patologia richiede un attento esame di svariati parametri clinico strumentali e prevede molteplici voci tabellate a seconda della gravità. Purtroppo però, nella valutazione spesso non si dispone degli elementi previsti dalle nuove tabelle”. Il documento prodotto da Anmic contiene, a questo riguardo, un elenco degli esami e dei dati richiesti per le diverse patologie dalle nuove tabelle e, al tempo stesso, la proposta di Anmic in merito agli strumenti idonei e necessari per valutare ciascun paziente.

Malattie rare. Un problema particolare è quello rappresentato dalle “patologie emergenti e di nuovo riscontro, che – precisa Trovò – dovranno essere valutate con attenzione in base ai nuovi studi. Essendo poco trattate, anche se il numero conosciuto e diagnosticato oscilla tra 7.000 e 8.000, il criterio analogico viene ad essere l’unico da poter utilizzare, rischiando di avere un’ampia difformità di valutazione sul territorio nazionale”.

In sintesi, “le nuove tabelle sono meramente quantificative e richiamano alla memoria le tabelle usate negli indennizzi assicurativi, dove anche un punto può significare un rimborso molto più alto. Nell’invalidità civile la percentuale variata di un punto in più o in meno non sempre produce un beneficio economico più alto. Le tabelle dovranno tener conto anche dei percorsi facilitatori (presidi economici e/o assistenziali), se si vuole puntare all’integrazione sociale della persona disabile. I parametri socio-assistenziali devono essere alla base della valutazione che porterà alla redazione di questa tabellazione”.

Per quanto riguarda la questione documentazione, “il problema si evidenzierà nel momento in cui il cittadino non potrà sopperire all’esborso economico per preparare tutta la mole di documenti sanitari richiesti“. Al tempo stesso, “le certificazioni in possesso del cittadino risulteranno di scarsa utilità poiché rispondenti a finalità clinico-assistenziali e non medico legali”. Infine, “queste tabelle portano, a nostro parere, ad una modifica dell’assetto organizzativo delle commissioni. I medici nelle varie commissioni dovranno specializzarsi nella lettura e nella comprensione delle varie certificazioni specialistiche”. Anmic auspica quindi “che si voglia riprendere la discussione riguardante la stesura delle nuove tabelle, tenendo in debita considerazione tutti i punti critici sollevati da coloro che hanno partecipato alla discussione”.

Non voglio commentare perche’ sarebbero “parole offensive” per ora riporto la notizia e aspetto documenti ufficiali.

fonte:

http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Politiche_e_Buoni_Esempi/Il_Punto/info-1483926301.html