Lavoriamo Insieme Stop Abusi

Questa e’ la pagina piu’ importante del sito, vi descrive il progetto di www.iononlottosolo.it.
DISOBBEDIENZA SOCIALE o PROTESTA SOCIALE chiamatela come volete ma il senso e’ quello!,
diciamo basta! a tutti gli abusi che noi disabili gravissimi stiamo vivendo in Italia, diciamo basta al silenzio, pensiamo ed realizziamo forme di protesta non violente ad alto riscontro di ascolto, dobbiamo darci da fare subito e lavorare insieme tutti!. (Per chi e’ disabile di a te steso STOP alla rassegnazione data dal nostro quotidiano che ci spinge a considerarci “disabili invisibili”) . (Per chi vive in famiglia con un disabile grave di a te stesso STOP alla convinzione che non si possa migliorare nulla e che nulla cambiera’).

A questo punto leggete e iscrivetevi al sito partecipate alle discussioni e proponete le vostre idee. Creiamo una rete di protesta sul web per ora, poi in futuro qualsiasi altro strumento che porti al “miglioramento della vita nelle persone con disabilita’ grave”. Io personalmente ho scelto di fare questo sito perche’ credo che si possa migliorare e che bisogna “cambiare in meglio”. a questa pagina gli obiettivi in corso. Qui sotto i motivi di protesta:

PUNTO 1 STOP ALLA FILIERA DELL’INDIFFERENZA – in questo decennio siamo stati vittime dallo Stato Italiano (anche dalle politiche europee) di tagli economici a fondi a noi destinati nel campo della ricerca, nel sostegno economico alla persona disabile grave, e nella fornitura di ausili di qualita’ necessari alla propria disabilita’ , una scelta infame che viola i nostri diritti di “disabili gravi”, con questi interventi economici avviene la mancanza o interruzione di sevizi vitali quali: ASSISTENZA CONTINUA, VITA INDIPENDENTE, DIRITTO ALLA SALUTE; a mio parere ad oggi i nostri appelli  non vengono percepiti e raccolti dagli assistenti sociali, e quindi non rappresentati ai dirigenti comunali e regionali eletti nelle politiche sociali, questi dirigenti persone elette anche se informati ormai non ci ascoltano, o al piu’ rassegnati si limitano a dirti “ha ragione ma non ci sono soldi”; qui entrano in gioco i comitati ed associazioni a cui spetta il lavoro di censimento e valutazione delle “necessita’ dei disabili gravi” che sono ormai sature di voglia di fare, o forse stanche di combattere, o forse perche’ in tacito assenso per comodita sono diventate anche loro una componente della “filiera dell indifferenza”, in quanto non effettuano forme di protesta non violente e si limitano al sola informazione di notizie a carattere sociale.
I componenti di queste associazioni o comitati chi sono? sono persone abbienti?, facoltose?, benestanti?? a mio parere NON RAPPRESENTANO PIU’ “i nostri diritti di disabili gravi”, e sopratutto aggiungo dei “disabili gravi che lottano per vivere per la propria vita indipendente”, che sia per la liberta’ di cura, che sia per la liberta’ di scelta di dove vivere,  tutte queste tematiche sono “oppresse” e vengono viste come se ad oggi gli aiuti sociali bastino per poter vivere la propria vita quotidiana da “disabile grave”  in modo adeguato, la verita’ e’ che gli aiuti economici ad oggi sono INSUFFICENTI,  chiedete in qualche famiglia a REDDITO BASSO O NULLO che abbia un disabile grave con bisogno di assistenza continua, chiedete a un disabile grave con bisogno di assistenza continua a nucleo familiare singolo con REDDITO BASSO O NULLO quali e quante sono le spese per “per vivere una propria vita indipendente”;  QUESTE SONO LE PERSONE CHE SONO A CONOSCENZA dell’aspetto economico necessario per vivere in autonomia e dell’attuale ineguatezza degli aiuti aconomici attuali, ma come detto sopra “i disabili gravi poveri a nucleo familiare singolo” non vengono censiti, e se censiti poco considerati perche’ statisticamente ad oggi sono un numero minore, quindi ingnorati e/o non rappresentati e il loro malvivere non viene recepito dal “Cirquito del Welfare Italiano”, e oggi questo fa si che venga favorita la “filiera dello sfruttamento sociale” in futuro.

PUNTO 2 STOP AL PASSARE LA VITA IN STRUTTURE - E’ un termine forte, ma rispecchia la situazione attuale, e la realta’ del futuro se verra percorsa l’attuale linea politica in Italia riguardo i “disabili gravi che necessitano di ASSISTENZA CONTINUATIVA”, ad oggi siamo stai vittime di tagli economici, (come detto sopra), ad oggi e’ diventato impossibile per un disabile grave avviare un “progetto vita indipendente (per ricevere le cure e l’assistenza necessaria a casa propria),”, Ad oggi il “disabile grave povero” viene penalizzato e privato dei propri diritti, ed ancora piu’ grave e’ che nell’emergere tutti i problemi legati a questi tagli, lo stato Italiano non sta cercando soluzioni pratiche e veloci per rimediare a questi errori. Non ha in alcun modo censito e valutato i singoli casi, non ha attuato nessun programma atto a distribuire le risorse del fondo della non autosufficienza in maniera efficace. Attualmente lo Stato Italiano sta organizzando un progetto detto “Terzo Welfare” che vuole finanziare “societa’ private” che saranno al 90% probabili coooperative sociali atte ad assistere le varie forme di disabilita’ con un costo del personale al ribasso, con strutture e servizi a “basso costo”, questa intenzione di sostenere il progetto di “Terzo Welfare” unito alla mancanza di forme di sostegno economico efficace alla persona, non da alternative di scelta e fa si che il “disabile grave a nucleo familiare singolo” verra rinchiuso in questi luoghi non ancora definiti,

“queste societa’ private” sono COSTOSE E CON MENO SERVIZI ALLA PERSONA e saranno “chiuse all’osservazione esterna”, ho esperienza sul campo perche’ ho vissuto in una comunita’ alloggio nel comune di Milano gestita da una cooperativa sociale dove ho passato 2 anni della mia vita, quindi so di cosa scrivo e dico verita’.

Bisogna lottare ora per la nostra vita di domani, ma sia chiaro che se lo Stato Italiano o UE intende negarci il diritto ad “una vita indipendente dignitosa” a noi disabili gravi, l’argomento a mio parere riguarda tutta la societa’, queste mancanza di sensibilita’ ed aiuto verso i piu’ bisognosi e deboli va contro i principi stessi della religione cattolica e rende la nostra societa’ di oggi una societa’ che non opera ne per se stessa ne per i propri figli che affronteranno il domani.

PUNTO 3 STOP ALL’ISOLAMENTO DEL DISABILE DA CONDIZIONE FISICA O FORZATO – Per chi abbia ancora la forza di combattere e di poter anche solo scrivere su un computer chiedo di raccontarsi e/o raccontare le proprie difficolta’, scendiamo in campo facendo rete sul web e quindi rendiamo allo scoperto le nostre storie, senza vergogna e con il massimo rispetto verso gli altri, per chi non possa o non abbia le piu’ forze per poter scrivere potra farsi raccontare da chi per esso venga rappresentato, questo e’ importantissimo perche’ e’ soprattutto per le situazioni più gravi per le quali occorrerebbe, mobilitarsi maggiormente. ma paradossalmente chi vive ed assiste il disabile in prima persona è talmente dedicato al problema della sopravvivenza in termini pratici che certo non ha la possibilità di scendere in piazza. E il sistema del “Terzo Welfare” che ci vuole rinchiudere conta anche su questo. Invito a chi e’ stato vittima di un ricovero forzato e/o viva una situazione di disagio o abuso in una qualunque struttura (casa famiglia, comunita’ alloggio, RSA) puo’ segnalare e scrivermi email (anche in forma anonima).