Accedere al cimitero impossibile ai disabili

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 San Benedetto: Che prima o poi, lì dentro, dobbiamo andarci a finire tutti è vero. Ma da morti. Perché, almeno al cimitero sambenedettese, la famosa livella decantata da Totò, per i vivi non vale. Archiviata la due giorni di maggiore affluenza nella struttura è infatti venuto fuori un aspetto molto importante: se sei su una carrozzina al cimitero ci puoi entrare ma al suo interno ti muovi tra mille difficoltà. Nel senso che una volta dentro, spostarsi da un’ala all’altra diventa un’impresa e in alcuni casi sei costretto ad uscire dalla struttura per poi rientrare da un altro accesso.

Ma andiamo con ordine e partiamo dall’inizio. Facendo l’ingresso principale (quello più logico per un disabile dal momento che è l’unico tratto con la strada in piano) che è quello storico su via Conquiste, ci si trova di fronte alla scalinata in marmo. Qui l’accesso è garantito da una rampa che nasce alla sinistra del cancello e che garantisce l’ingresso alla parte più vecchia della struttura. La cappellina e qualche corridoio. Ma il primo ostacolo arriva proprio nel momento in cui si vuole passare al piano superiore. Non esistono scivoli né ascensori. Soltanto le scale. Gradini di granito che, dopo la prima monumentale rampa, si snodano in altre due scalinate. Di passaggi per chi ha difficoltà a spostarsi sulle proprie gambe neppure l’ombra.

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Dall’ingresso principale al piano superiore non si passa. Ci sono solo le scale

E allora cosa bisogna fare? Inizia la via crucis. Bisogna tornare indietro, uscire dall’ingresso principale e imboccare la non proprio agevole salita che passa di fianco al campo da calcio del Torrione per accedere all’ingresso laterale. Una volta dentro c’è la possibilità di girare la parte più aperta del cimitero ma l’ostacolo, anche qui, è dietro l’angolo. Perché al successivo passaggio, quello all’ala più nuova della struttura ci si torva di fronte, ancora una volta, ad una scalinata.

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Il passaggio dalla vecchia alle nuove aree del cimitero

Così, anche in questo caso, bisogna tornare indietro. più che altro perché, se anche dovessero esistere passaggi alternativi, non ci sono né segnali né cartelli. Si può solo tornare indietro, raggiungere il cancello varcato poco prima e rimettersi in strada, lungo la ripida salita e, tra l’altro, facendo anche attenzione alle esigue dimensioni del marciapiede. Ma il bello deve ancora arrivare perché, tralasciando l’impossibilità di entrare dall’ingresso principale della nuova ala il cui ingresso si trova proprio di fronte al campo da calcio, spostarsi da un piano all’altra di quella sezione si può attraverso un ascensore ma raggiungere l’ultimissimo livello, quello più a nord-ovest della struttura diventa difficile. Perché lì un ascensore c’è ma è sempre occupato. Non da persone ma da bidoni dell’immondizia lasciati in rimessa all’interno della cabina.

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L’ascensore, aperto al pubblico, occupato dsi cassonetti

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